FAQ

Domande frequenti

Cosa sono le fonti rinnovabili?

Sono quelle risorse energetiche che si rigenerano naturalmente e non sono programmabili, come l’energia del sole, del vento, delle maree o dell’acqua fluente, e vengono utilizzate per produrre energia elettrica o riscaldare/raffreddare gli ambienti.

Sì, i pannelli solari sono in grado di assorbire ogni minima radiazione presente nell’ambiente e convertirla in energia. Inoltre con l’installazione di una batteria di accumulo si può immagazzinare l’energia prodotta e consumarla all’occorrenza.

Il rapporto tra il costo totale dell’impianto e il risparmio economico conseguito in bolletta determina il tempo di ritorno dell’investimento, che generalmente varia dai 6 ai 10 anni. Tenendo conto che la vita media di un impianto è di circa 30 anni è facile dedurre che per un lunghissimo periodo si avrà energia per il riscaldamento di acqua e ambienti praticamente a costo zero.

L’utilizzo di impianti alimentati da fonti rinnovabili è una scelta che salvaguarda l’ambiente e per questo motivo è agevolata anche da incentivi fiscali, i cosiddetti EcoBonus. Anche per il 2018, opere quali la completa riqualificazione energetica di un immobile, ma anche semplicemente installare pannelli solari o sostituire l’impianto di riscaldamento o una caldaia, beneficiano di detrazioni dalle imposte fino al 50% (sulla parte elettrica) e al 65% (sulla parte termoidraulica)

No, i costi sono deducibili anche se chi ha pagato gli interventi affitta o ha in comodato d’uso l’immobile.

FALSO

“Gli impianti fotovoltaici rubano terreni all’agricoltura”

La risposta è nei dati:

  • superficie agricola disponibile > 16,6 mln di ettari
  • superficie agricola utilizzata > 12,4 mln di ettari
  • superficie agricola non utilizzata/abbandonata > 4,2 mln di ettari
  • superficie agricola abbandonata ogni anno > + 120 mila ettari.

(Fonte: Dati Ispra)

Per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030 sono necessari 43 Gigawatt (GW) di nuove installazioni fotovoltaiche. La nuova potenza richiede circa 56 mila ettari di superficie, di questa il 30% potrebbe andare sui tetti, pertanto la superficie agricola necessaria è di circa 39 mila ettari equivalente a:

  •  un terzo della superficie agricola che ogni anno non viene più coltivata passando a uno stato di abbandono;
  • 0,9% della superficie agricola persa totale;
  • 0,24% della superficie agricola totale.

Lo spazio non è un problema!

Inoltre, tra le file e sotto i moduli fotovoltaici è possibile mantenere l’attività agricola.

L’agro-fotovoltaico rappresenta quindi un’ottima opportunità perché consente agli agricoltori di continuare a coltivare la terra beneficiando del ricavo economico aggiuntivo proveniente dal fotovoltaico.

VERO

FALSO

“Il fotovoltaico rappresenta un pericolo per il paesaggio e compromette la biodiversità”

Sulle aree di pregio paesaggistico o naturalistico non è possibile installare pannelli a terra, perché già protette da vincoli paesaggistici.
Dove si installano impianti fotovoltaici non sono consentiti diserbanti e sostanze chimiche. Oggi gran parte dei terreni agricoli italiani sono devastati da usi eccessivi di pesticidi che distruggono la biodiversità. L’agro-fotovoltaico rappresenta un’opportunità unica per far convivere produzione di energia pulita e agricoltura sostenibile nel rispetto della biodiversità.

VERO

FALSO

“Il fotovoltaico è una fonte inaffidabile perché non programmabile e non prevedibile”

L’altissima precisione ormai raggiunta dalle previsioni meteo, insieme ai dati storici disponibili sulle produzioni degli impianti fotovoltaici, consente di prevedere la produzione solare che può anche essere programmata grazie ai sempre più economici e performanti sistemi di accumulo.

VERO

FALSO

“Dietro agli incendi c’è il business del fotovoltaico”

I terreni percorsi dagli incendi sono esclusi da ogni possibile utilizzo per i successivi 15 anni dall’incendio (legge nazionale 353/2000, art. 10). Da perseguire sono i criminali che causano incendi e non il fotovoltaico, che anzi viene solo danneggiato da simili disastri.

VERO

FALSO

“I pannelli fotovoltaici non riducono le emissioni di CO2 perché per produrli si consuma energia da carbone”

L’energia necessaria per produrre un modulo fotovoltaico viene compensata dallo stesso modulo in meno di un anno di funzionamento, dopodiché il modulo fotovoltaico comincia a produrre energia pulita al 100%. Va da sé che è auspicabile che l’energia usata per produrre i moduli sia sempre meno inquinante, ma vale per tutti i prodotti.

VERO

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